a cura di Chiara Vezzosi
14/06/09 @Spazio 4, Piacenza
All Shall Perish + Abel Is Dying + Resistence + Within Your Pain + Chaos Among Nameless + Damned Spring Fragrantia + Forgotten Tears + Head In Pollution + Five Days Of Rain + Straight On Target
Tornano finalmente in Italia i californiani All Shall Perish in un evento imperdibile insieme ad altri 9 gruppi, tra cui alcuni dei più conosciuti e promettenti all’interno della scena italiana.
Straight On Target
Il compito di aprire l’evento spetta alla band deathcore piacentina.
Tardo pomeriggio, caldo massacrante e purtroppo, a causa di questo, poco pubblico ad assistere alla loro performance, peccato perchè questi quattro ragazzi meritano sicuramente di più, ma ormai è risaputo che in Italia il supporto alle band locali non è dei migliori.
Tuttavia fanno la loro dignitosa figura e il pubblico seppur non troppo coinvolto apprezza.
Five Days Of Rain
Cambio di palco ed è la volta della formazione di Alessandria.
Sta a loro inaugurare il Main stage dell’evento nonostante il caldo tengono bene il palco e iniziano a smuovere un po le acqua della giornata.Dai loro pezzi si nota una grande sonorità tipica dei job for a cowboy sia come voce(il cantante è davvero bravo) che come riff di chitarra tipici.Nonostante il poco seguito comunque bravi puliti e precisi.
Forgotten Tears
Direi tra i migliori.
Piacciono e non poco, sanno stare sul palco, coinvolgono discretamente il pubblico, voce abbastanza pulita e piacevole da ascoltare.
Sicuramente da risentire.
Chaos Among Nameless
Appena i giovani bolognesi si presentano sul palco si assiste a uno spostamento di massa impressionante, bene o male sono conosciuti ormai da tutti anche solo per nome.
Molto tecnici, mai monotoni, i breakdown pompano parecchio e non per niente sono il primo gruppo a coinvolgere attivamente il pubblico.
Tutti applausi meritati.
Damned Spring Fragrantia
Band parmigiana che da un anno a questa parte di strada ne sta macinando parecchia.
La performance si svolge nel palco ”piccolo” che da un certo punto di vista è ottimo dato il contatto con il pubblico che risponde bene, sembrava quasi un concerto in famiglia, è stato bello vedere ragazzi che si divertono nel pit (se così si può definire) e che non pensano solo a tirare calci e pugni a caso come si vede ai concerti ultimamente.
Presentano pezzi nuovi, coinvolgono il pubblico, strumentalmente niente da dire, seppur non sono un’amante dell’inhale la voce rende, nel complesso ottimi come sempre.
Within Your Pain
Formazione ormai conosciuta presentano i pezzi del loro album uscito da poco, si beccano il main stage durante il tramonto con un atmosfera surreale spiazzano a colpi di deathcore classico il pubblico che sembra gradire.Esecuzione dei pezzi direi più che buona.
Head In Pollution
Altro gruppo di casa dopo gli Straight On Target, ma sicuramente dalle sonorità differenti.
Metalcore ormai sentito e risentito, ma comunque di impatto seppur, a differenza dell’album, il tutto live aveva più tendenze hardcore.
Niente di nuovo, ma comunque bravi anche se a parer mio manca ancora qualcosa a questo terzetto.
Resistence
La sorpresa della serata sono loro, il gruppo belga che nessuno aspettava, ma uno dei più applauditi.
Voce impressionante come anche la parte strumentale del resto.
Il pubblico si diverte, la band si diverte altrettanto, tutto fila liscio, cosa si può volere di più?
Co-headliner più che soddisfacenti.
Abel Is Dying
Ed è la volta dei tanto attesi (almeno dalla sottoscritta) milanesi.
Tipico gruppo da amare o odiare, non deludono le aspettative: attivi sul palco, si muovono come pazzi, il pubblico già carico in attesa del gruppone della serata, si carica ancora di più cantando, prendendo il microfono rendendo il tutto una bellissima esibizione.
All Shall Perish
Ma c’è davvero bisogno che mi esprima su di loro?
Popolari e ormai si sa, amati, ma soprattutto impeccabili.
Potrei definirli una macchina da guerra: voce potente (tanto da farmi venire il dubbio che fosse modificata) chitarre, basso e batteria perfetti.
Aprono con There is no business to be done on a dead planet dall’album Priece of Existence ed è subito il delirio.
Scaletta fantastica, non potevano mancare le pompatissime Eradication e Wage Slaves, è veramente un piacere ascoltarli e credo che tutto il pubblico presente abbia pensato la stessa cosa; ne è la dimostrazione il wall of death chiamato a metà esibizione, non tantissima gente del polveroso pit forse anche a causa di un paio di elementi ignoranti che entrano con l’intenzione di far male.
Disumani, non ci sono altri aggettivi per definirli.
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