Zippo – Maktub

Published on gennaio 12th, 2012

a cura di Valerio Marras
recensione tratta da Italiancore Magazine 10

Ok, tra le tue mani arriva un lavoro cartonato con grafica esagerata in cui i testi sono scritti in una sorta di mini poster ed il cui disco in questione, “Maktub”, emerge dalla classica “seconda tasca” del package:  solo per questo verrebbe voglia di mettere il massimo a questo disco ma, l’esperienza insegna che, non è tutto oro quel che luccica. Maktub, in realtà, è oro. Stare a parlare di ogni singolo brano in questo caso è inutile. E’ un lavoro che merita un ascolto tutto di un fiato: è un disco potente, compatto, mai vuoto;  le chiare influenze stoner e di psichedelia vengono assorbite dal suono della band che le reinventa a proprio piacere e ti accompagna in un viaggio di cui, musicalmente parlando, non conosci la direzione . Gli Zippo sono una di quelle realtà più uniche che rare che non hanno provato a fare un ottimo disco: l’hanno fatto e basta. La sorpresa e rivelazione è stata decisamente la voce del cantante Dave (nel precedente lavoro ancora un po’ acerba) qui invece piena, carica e disinvolta in grado di creare atmosfere davvero calzanti allo strumentale compatto, stilisticamente perfetto e originale messo in piedi dalle chitarre di Sergente e Franz, dal basso di Stonino e dalla batteria di Ferico. Avevo lasciato questo quintetto pescarese “sulla strada per la conoscenza” (“The Road To Knowledge- SubsoundRecords-2009”); credo che questi ragazzi qualcosa in più l’abbiano scoperta o che, per lo meno, in questi anni l’abbiano appresa; ciò che può essere percepito dall’orecchio è che l’hanno sicuramente messa in musica, sono riusciti a comprimerla in 7 canzoni che non possono essere ignorate, che fanno esplodere lo stereo. Ascoltatelo e se, ad un certo punto di questo viaggio vi ritroverete a muovere la testa da soli in camera, non preoccupatevi, è solo la loro musica che vi ha conquistato. Per dovere di cronaca: la band si è liberamente ispirata ad uno scritto di Paulo Coelho “Maktub”, la grafica del disco è stata curata dal bassista della band Stonino, registrato e mixato da Victor Love e masterizzato da James Plotkin (Isis, Sunn O)), Khanate); presenti ben due featuring: Ben Ward (Orange Goblin) e Luca T.Mai (Zu, Mombu). Penso basti.

Voto: 5/5

Per fans di: Mastodon, Tool.

Condividi:
  • Print
  • Facebook
  • Digg
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • Technorati
  • FriendFeed

Nessun articolo simile.

Rispondi

Lascia un commento all'articolo!

*